Giugno 23, 2008, 14:00

Due tesi di laurea in Giardinaggio Critico - 2/2 - Il giardino metropolitano

Tesi di laurea di Novella de Giorgi in Sociosemiotica - Facoltà di Lettere e Filosofia, Bologna

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Riassunto sintetico

Attraverso un’analisi sociosemiotica del movimento Critical Garden, questo lavoro vuole in qualche modo contribuire a mettere in luce alcuni aspetti di questa realtà metropolitana che più direttamente si connettono al discorso sulla città in generale, e in particolare, alla relazione tra il tessuto urbano e i suoi abitanti.

In una prospettiva sociosemiotica, infatti, il senso non viene colto come dato a priori, come qualcosa che è già contenuto nel testo analizzato: la problematica della significazione si estende all’insieme delle pratiche con cui gli agenti sociali interagiscono tra loro e si relazionano con lo spazio, in altre parole, producono senso (Landowski, 1999). Non si tratta allora di comprendere “il significato” del movimento Critical Garden ma piuttosto di proporre alcune chiavi di lettura che hanno portato ad evidenziare principalmente due questioni, a nostro parere, molto rilevanti:

  • La possibilità non solo di immaginare altri modelli di città alternativi a quello dominante, ma anche di realizzarli concretamente. Si vedrà, infatti, come l’esplorazione tattica del territorio produca, per “contagio” tra individuo e ambiente, nonché tra individuo e individuo, concatenamenti di azione e passione, “situazioni costruite” da un attante collettivo che, di fatto, rimodellano dal basso il tessuto urbano. Nel momento in cui l’immaginazione e le aspettative individuali confluiscono nei flussi di moltitudini attive che attraversano le strade delle città, come pure le reti di internet, possono concretamente incidere sul territorio locale, e allo stesso tempo contaminare l’immaginario globale.
  • L’importanza di farsi spettatori del paesaggio che ci circonda per divenire attori consapevoli delle sue trasformazioni. A questo proposito, si vedrà come una sorta di pausa rispetto all’agire, una certa astrazione da un mondo che vuole essere a tutti i costi continuamente progettante e produttivo, ci può essere offerta da un “giardino critico” nel momento in cui esso si pone come un universo semantico inviluppante capace di invertire tutte quelle logiche di sradicamento che continuamente sottraggono il territorio urbano ai suoi abitanti e viceversa.
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Giugno 23, 2008, 13:55

Due tesi di laurea in Giardinaggio Critico - 1/2 - Sistema alimentare e pianificazione urbanistica

Tesi di laurea di Amir Djalali in Tecnica Urbanistica - Facoltà di Ingegneria di Bologna

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Riassunto sintetico

Nel 2025 più del 50% degli 8 miliardi di abitanti del mondo vivrà in aree urbane. Nel prossimo futuro la disponibilità di cibo sarà uno dei principali problemi che le città globali dovranno affrontare. L’attuale sistema alimentare industriale, se da un lato ha permesso un aumento della disponibilità di risorse alimentari, nel tempo si è dimostrato energeticamente ed economicamente inefficiente, oltre a causare gravi danni all’ambiente e alle società umane.

L’agricoltura urbana sembra superare alcuni limiti del sistema alimentare industriale, essendo un’industria altamente adattabile a diversi contesti, capace di liberarsi dalla dipendenza dei combustibili fossili. Essa sfrutta efficientemente l’alta densità di risorse umane, materiali ed energetiche presenti negli ambienti urbani.

Allo scopo di elaborare strategie per una organizzazione dell’agricoltura urbana nel territorio comunale bolognese, si compie una ricognizione della letteratura sul tema, integrando approcci differenti al problema. In seguito, si analizzano le potenzialità fisiche, umane e politiche del territorio bolognese, esplicitandone opportunità e minacce.

Le strategie che emergono per valorizzare l’agricoltura urbana nel territorio bolognese sono principalmente misure di pianificazione atte al riconoscimento, alla regolamentazione e all’incentivazione delle attività di coltivazione urbana in tutte le sue diverse forme, integrandole alle altre attività urbane. Inoltre, emerge la necessità di realizzare di una rete di servizi urbani per stimolare la partecipazione dei cittadini nei processi alimentari urbani.

 

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Maggio 08, 2008, 11:23

Prima azione di sabotaggio botanico - report fotografico

Azione 4 maggio. Foto di gruppo

:: Guarda tutte le foto ::

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Maggio 02, 2008, 14:46

Prima azione di sabotaggio botanico

Domenica 4 maggio - ore 10 - xm24

Azione di giardinaggio-guerriglia. Il sito dell'attacco sarà comunicato sul momento ai partecipanti.

Accorrete numerosi. 

Scarica il volantino

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Aprile 24, 2008, 21:23

CrepeUrbane/CampiAperti

CrepeUrbane + CampiAperti

..Rifiuti..

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CrepeUrbane n.2
CampiAperti n.1

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Aprile 07, 2008, 22:55

Manifesto del contadino impazzito

Amate pure il guadagno facile,
l'aumento annuale di stipendio, le ferie pagate.
Chiedete più cose prefabbricate,
abbiate paura di conoscere i vostri prossimi e di morire.
Quando vi vorranno far comprare qualcosa
vi chiameranno.
Quando vi vorranno far morire per il profitto,
ve lo faranno sapere.

Ma tu, amico,
ogni giorno fa qualcosa che non possa essere misurato.
Ama la vita. Ama la terra.
Conta su quello che hai e resta povero.
Ama chi non se lo merita.
Non ti fidare del governo, di nessun governo.
E abbraccia gli esseri umani:
nel tuo rapporto con ciascuno di loro riponi la tua speranza politica.

Approva nella natura quello che non capisci,
perché ciò che l'uomo non ha compreso non ha distrutto.
Fai quelle domande che non hanno risposta.
Investi nel millennio... pianta sequoie.
Sostieni che il tuo raccolto principale è la foresta che non hai seminato,
e che non vivrai per raccogliere.
Poni la tua fiducia nei cinque centimetri di humus
Che crescono sotto gli alberi ogni mille anni.

Finché la donna non ha molto potere,
dai retta alla donna più che all'uomo.
Domandati se quello che fai
potrà soddisfare la donna che è contenta di avere un bambino.
Domandati se quello che fai
disturberà il sonno della donna vicina a partorire.
Vai con il tuo amore nei campi.
Risposati all'ombra.

Quando vedi che i generali e i politicanti
riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,
abbandonalo.
Lascialo come un segnale della falsa pista,
quella che non hai preso.
Fai come la volpe, che lascia molte più tracce del necessario,
diverse nella direzione sbagliata.
Pratica la resurrezione.


W E N D E L L B E R R Y
traduzione di Giannozzo Pucci
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Marzo 09, 2008, 12:59

Presentazione alla libreria Modo Infoshop

*Mercoledì 12 marzo 2008 ore 21,30 *

*alla libreria **MODO infoshop
Interno 4 Bologna
Via Mascarella 24/b e 26/a
40126 Bologna
tel. 051/5871012

http://www.modoinfoshop.com/
*****

*_Presentazione del progetto CriticalGarden/CrepeUrbane e dei numeri 0 e
1 della rivista omonima_*

 Locandina incontro Modo

CREPE URBANE è fatto da un collettivo di persone che si è formato circa un anno fa attorno al progetto CRITICAL GARDEN, una due giorni tenuta a xm24 alla scoperta del verde urbano spontaneo, della sua capacità di riprendersi gli spazi abbandonati dalle attività umane. Contemporaneamente incontri con le ancora piccole esperienze italiane di giardinaggi abusivi e critici nelle aree urbane. Orticultori in areeresiduali, ma anche guerriglieri verdi che si riappropriano di spazi vuoti piantando e seminando.

CREPE URBANE sono quelle aperte dalla vitalità delle piante spontanee,ma anche quelle da cui emergono forme di vita, impreviste nell' ordine neo-liberista globale, che sfruttano con creatività tutto ciò che la macchina economica scarta come residui.

Lo scopo di questa pubblicazione e’ raccontare con parole e immagini queste linee di rottura delle figure omologanti, lisce e continue della regola urbana contemporanea. Le incursioni della rivista nell’ ambiente urbano risultano attualmente estemporanee, come lo sono le forme del selvatico e le diverse pratiche di resistenza ecologica che nascono e si
radicano continuamente.

Nella presentazione verrà raccontata la trasformazione avvenuta negli ultimi anni dell' area dell' ex-mercato ortofrutticolo di via
Fioravanti, crepa urbana tuttora in una situazione di sospensione tra vuoto e pieno, tra ciò che nasconde, soprattutto a chi non vuole vedere, e ciò che già si vede del nuovo assetto definito nel progetto di riqualificazione.

Molte altre crepe si possono leggere in questo luogo emblematico per la città, sia per la sua storia che per il futuro prossimo. Sono CREPE URBANE che agiscono nel presente: di conseguenza strumenti importanti per “riprendersi la città”.

Il collettivo CREPE URBANE ne parlerà con:


*Paola Bonora*, Presidente del corso di laurea in Scienze geografiche
Facoltà di Lettere e Filosofia - Dipartimento di Discipline storiche

*Cesare Romani*, geografo e ciclista

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Dicembre 13, 2007, 12:13

Crepe Urbane numero Uno

Cos'è una crepa urbana?

Scarica il numero Uno

In questo numero: 

  • Cos'è una crepa urbana? Nelle crepe urbane non crescono soltanto piane spontanee
  • Il giardino di xm dopo l'intervento delle ruspe: una analisi dello stato di fatto e una "modesta proposta" di intervento
  • Ampio raggio: l'uso sovversivo e conviviale della bicicletta
  • Abitare critico e autorecupero: il caso di Famiglia Bresci
  • Crepe urbane altrove: Carrboro Greenspace, North Carolina
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Novembre 01, 2007, 22:15

Vivi il tuo quartiere 10/11/07 a Segrate

Il csa Baraonda di Segrate e il Comitato Genitori di Rovagnasco in collaborazione con l’Associazione di Educazione ambientale Idea e il gruppo di acquisto solidale GAS di Segrate organizzano in data 10 novembre 2007, a partire dalle ore 11.00 e fino alle ore 16.00 l’ iniziativa “Vivi il tuo quartiere”.

Si tratta di una giornata dedicata all’educazione ambientale, al giardinaggio condiviso e alla partecipazione attiva dei cittadini nella cura del proprio quartiere. Durante l’iniziativa saranno realizzate due aiuole di circa 20 m2 complessivi, a scopo sia ornamentale che didattico, utilizzando essenze annuali (tulipani e grano per avviare un'esperienza di rotazione delle colture).

E' un'occasione per assumere un ruolo attivo e visibile nella gestione delle città affinché gli spazi pubblici siano realmente considerati come patrimonio di tutti.

E' un invito alla partecipazione, ad una pratica di ecologia urbana ricca di natura, interscambio e contatti tra gruppi e generazioni per coinvolgere tutti, adulti e bambini, nella trasformazione dell’ambiente quotidiano di vita, e contribuire così alla formazione di nuovi rapporti sociali e alla ricostruzione di una comunità di vicinato.

Perché la città è una giungla in cui mancano solo le piante!

Francesco e Betty

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Novembre 01, 2007, 11:07

Rassegna stampa

Parlano di noi.

La stampa - 18 ottobre 2007
I guerriglieri dei giardinetti di Guido Furbesco - Scarica

Contiene anche un intervista a Luca di XM24

 

Il Bologna - 19 ottobre 2007
La riscossa dei guerrieri del verde in Città di Fulvio Abbate - Scarica

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Ottobre 28, 2007, 12:15

Crepe Urbane numero Zero

E' uscito il numero zero della rivista Crepe Urbane del collettivo criticalgarden di Bologna.

Crepe Urbane - Zero - Ottobre 2007

In questo numero:

  • I vuoti e i pieni - Un manifesto
  • InsOrti / Crepe Fertili - Mostra fotografica del gruppo Reflecsa@xm24
  • Cuba - Un esempio di società post-petrolifera
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Ottobre 28, 2007, 12:02

Manifesto

Le città in cui viviamo ed i territori vicini da alcuni anni subiscono massicce opere di costruzione e cementificazione: moltissime aree urbane che lo sguardo era abituato a vedere aperte, sono ora riempite da nuovi edifici in rapida crescita che ridisegnano il panorama visivo e contribuiscono all' urbanizzazione forzata, continua ed apparentemente inevitabile di persone e luoghi. Un processo globale, rappresentato in forme mastodontiche dalle nuove megalopoli mondiali, con decine di milioni di abitanti, molti dei quali vivono in condizioni estreme negli slum che lambiscono le zone residenziali e del business, firmate da architetti di fama.
Le città europee e quelle italiane non arrivano a questi limiti, ma registrano comunque un sensibile aumento dei volumi costruiti, dovuto più ad interessi economici e una nuova e vasta speculazione edilizia – che ad un reale bisogno di nuovi edifici.
Si frantumano così quelli che fino a pochi decenni fa erano i confini tra città e paesi: margini caratterizzati da campagne ancora abitate e produttive nei settori agricoli, organizzati, è vero, su forme di agricoltura intensiva ed industrializzata, ma in cui sopravvivevano orti, piccole stalle, pollai e stagni.
La pianura Padana è sempre più un unico immenso agglomerato di costruzioni, servite da una fitta trama di vie di scorrimento con flussi continui di traffico, a lungo e corto raggio: tutto ciò ne fa uno dei territori a più alto tasso di inquinamento della terra.

In questi territori il verde è gestito da attività umane in forme diverse.
I campi delle monoculture, piatti e sterminati, presto saranno convertiti nelle nuove produzioni destinate alla produzione di agro-carburanti, furbescamente chiamati bio, alternativi ai derivati petroliferi.
I giardini: quelli privati che circondano le ville fuori città, curati come figli viziati, recintati e protetti da vari sistemi di sorveglianza; e quelli di città, polmoni asfittici di organismi in cui la fanno da padroni polveri sottili e asfalto.
Le aree protette, dove per far sopravvivere gli ambienti naturali è necessario l'isolamento, consentendo l'ingresso umano solo attraverso lo sguardo.
Appena più lontane, ma comunque facilmente raggiungibili, piccole aree di produzione agricola di qualità, dove spesso si pratica agricoltura biologica. Solo se non hanno ancora realizzato un centro-benessere o un campo da golf, massime aspirazioni di "luoghi naturali" della modernità.
Ed ancora gli orti urbani, assegnati dalle amministrazioni, con parcelle così simili ai condomini degli assegnatari, oppure piccoli orti privati di chi ha la fortuna di avere qualche metro quadro di terra dietro casa.
Tutte forme di organizzazione razionale del territorio e della natura.
Che producono residui. Residui di verde che nessuno cura e che seguono un proprio sviluppo; spesso poco appariscenti come tutti i residui, sono invece vere e proprie riserve biologiche. Semi trasportati dalle correnti d'aria o dalle suole delle nostre scarpe germinano nei posti più impensati, tracciando linee verdi di continuità sottili ma sempre rinnovate. Chiamate malerbe e fiori selvaggi, sono considerate da tutti infestanti ed eliminate nei più svariati modi.
Eppure con vitalità e intraprendenza queste piante vagabonde tornano ad invadere i residui delle nostre attività; la vita vegetale riesce a farsi spazio nelle crepe urbane, colonizzando macerie, edifici e luoghi abbandonati, alludendo ed indicando una diversa relazione tra umano e natura.
Una relazione possibile tra fare e non-fare che stravolge il senso comune della gestione razionale dei territori.
Relazione di affinità, come quella tra potenza del verde spontaneo e pratiche colturali – cioè culturali – non ufficiali, abusive, che sfruttano i residui per creare orti e giardini: spazi dove la terra non viene ricoperta da strati di pavimentazione, ma genera fiori, frutti e piante.
Spazi pubblici da realizzare piantando alberi, luoghi di incontro dove non si compra e non si consuma ma si coltiva. O anche luoghi da osservare, semplicemente lasciati all'opera delle erbe spontanee e vagabonde. Nel tempo dell'immaterialità, pratiche materiali di colture e culture marginali. I margini non sono linee ma spazi dove si incontrano e si mescolano le diversità: così la loro ricchezza è più grande di quella degli ambienti che separano.

Anche Xm24 è un po' residuo: luogo abbandonato dalle attività produttive, nel corso di questi anni è stato attraversato e vivificato da innumerevoli attività sociali, politiche e culturali, accomunate nella critica pratica dell'esistente; nel realizzare questo si è fatto spazio pubblico, luogo delle relazioni. Che non sempre sono facili e gratificanti. Ma che hanno permesso di costruire legami con il quartiere, la storica Bolognina, di cui è parte riconosciuta da tutti, con ruoli critici e propositivi.
Appena al di là dei propri muri un vasto residuo – che dovrebbe diventare nei prossimi anni la più vasta area di verde pubblico cittadina è invaso da piante ed erbe vagabonde e pioniere, molte delle quali hanno già assunto la forma di veri e propri alberi spontanei.
Xm24 è quindi anche un margine, un limite della città con un residuo in attesa dei tempi lunghi delle procedure burocratiche e degli scambi commerciali.
Contemporaneamente in xm24 si sono sviluppate altre nuove relazioni tra città e campagna e tra produzione e consumo: nell'appuntamento settimanale con i produttori dell'agricoltura contadina. Un'esperienza fondata su filiera corta, produzioni biologiche, autocertificazione che non è solo un servizio per i consumatori.
Riporta infatti con forza la terra, che è anche Terra, al centro della vita di tutti noi che la calpestiamo e che la abitiamo. Fa capire che l'ambiente non è il contorno in cui lavoriamo, viaggiamo e consumiamo, ma il terreno di nome e di fatto di nuove pratiche politiche.
Colture e culture tornano a fondersi nella loro radice comune.

Con CriticalGarden/CrepeUrbane xm24 esplora la propria forma di margine, "un territorio di ricerca sulle ricchezze che nascono dall' incontro di ambienti diversi".

Vogliamo approfondire i legami con le culture della terra, fare modo che il verde pubblico diventi idea e parte integrante e costitutiva dello spazio pubblico.
Vogliamo lasciare invadere gli spazi urbani da piante, arbusti, fiori spontanei
Vogliamo farci invadere da esperienze pratiche di giardinaggio e orticoltura, abusive e/o indipendenti.
Da parole ed immagini su agricoltura contadina ed urbana.
Da laboratori del fare terra in città e nelle case.
Da itinerari alla scoperta del verde spontaneo.
Da proposte e progetti di interventi verdi in altri luoghi e spazi pubblici.

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